Rimandare il coinvolgimento della sicurezza genera rilavorazioni, attriti e rischio di consegna. Integrarla nella progettazione porta a risultati più prevedibili e resilienti.
Il Team A costruisce la soluzione in isolamento e coinvolge il Responsabile della Sicurezza solo quando lo sviluppo è ormai in gran parte completato, mentre il Team B porta la Sicurezza nella conversazione nel momento in cui la soluzione è ancora in fase di definizione, mentre si stanno stabilendo architettura, flussi di dati e modelli di accesso.
A livello superficiale, entrambi i team sembrano seguire lo stesso obiettivo, cioè consegnare software funzionale che alla fine soddisfi i requisiti di sicurezza, ma nella pratica il percorso scelto ha un impatto diretto e misurabile su costi, rischio e tempi di consegna.
Il Team A dimostra normalmente una forte velocità iniziale perché le decisioni vengono prese senza vincoli, l'architettura viene definita rapidamente e le funzionalità vengono implementate senza la necessità di considerare una validazione esterna; tuttavia, questa velocità percepita è temporanea, perché quando il sistema viene sottoposto a una revisione formale di sicurezza iniziano a emergere problemi sottostanti che non sono superficiali, ma strutturali nel modo in cui il sistema è stato progettato.
I modelli di autenticazione potrebbero non soddisfare gli standard richiesti, gli approcci al trattamento dei dati potrebbero introdurre rischi di conformità, i meccanismi di controllo degli accessi potrebbero essere insufficienti e, in molti casi, non si tratta di difetti isolati ma di problemi di progettazione che richiedono rilavorazioni su più componenti del sistema invece di semplici correzioni.
In quella fase, la sicurezza viene spesso percepita come un ostacolo, ma in realtà agisce come una forza correttiva, individuando lacune che sono state introdotte prima, quando le decisioni sono state prese senza un contesto completo; la conseguenza è prevedibile: ritardi, aumento dei costi, duplicazione degli sforzi e crescente attrito tra i team di sviluppo e sicurezza man mano che cresce la pressione sulla consegna.
Il Team B opera secondo un modello fondamentalmente diverso, integrando la Sicurezza nella fase di progettazione, assicurando che threat modelling, classificazione dei dati, confini di accesso e considerazioni di conformità vengano affrontati insieme ai requisiti funzionali invece che dopo.
Questo non riduce la velocità di sviluppo in modo significativo, ma cambia invece la natura stessa dello sviluppo, perché le decisioni vengono prese con una piena comprensione dei vincoli, i compromessi sono espliciti invece che accidentali e le scelte architetturali sono allineate fin dall'inizio sia con i requisiti operativi sia con quelli di sicurezza.
Di conseguenza, la consegna diventa più prevedibile, le rilavorazioni si riducono in modo significativo e il sistema che arriva in produzione non è solo funzionale, ma anche resiliente, verificabile e capace di operare in condizioni reali senza introdurre rischi organizzativi inutili.
La distinzione tra i due approcci non riguarda una preferenza di processo, ma la maturità del modello operativo, dove il Team A tratta la Sicurezza come un controllo finale che valida ciò che è già stato costruito, mentre il Team B tratta la Sicurezza come un partner di progettazione che modella ciò che si sta costruendo.
Solo uno di questi modelli scala in modo efficace man mano che i sistemi crescono in complessità e le organizzazioni diventano più dipendenti dall'affidabilità e dall'integrità del proprio software.
Se la vostra organizzazione opera ancora come il Team A, la domanda non è se questo influirà sulla consegna, ma quando.
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